
Giusto in extremis, grazie anche alla proroga avuta sul comune di Lucca fino al 22 settembre. Dopodiché, si sposterà verso un altra città italiana, per permetterne la fruizione a più persone possibili.
La mostra, curata da Vittorio Sgarbi, racchiude opere di pittori e in alcuni casi scultori, più o meno contemporanei, la cui vita è stata segnata da malattie mentali o ricoveri, e che traspare particolarmente dalle loro opere, con una visione stravolta e personale della realtà che vivono e che li circondano.
Oltre a ciò, ci sono anche reperti di vita, abiti,strazianti lettere mai spedite, e quanto altro, di gente comune, durante la vita in manicomi (soprattutto di Maggiano e Volterra).
E finché guardi una tela, pur con l’audioguida che ti spiega brevemente le difficoltà dell’artista in questione, non ne vieni colpito in maniera così forte, come invece osservando queste testimonianze fotografiche e scritte di pazienti dei manicomi, cosa che ti dà proprio la sensazione di un pugno allo stomaco.
In generale il senso di pesantezza, di straniamento, è molto forte, ma comunque rende ancora più interessante la visita e la visione.
Tra quelli presenti, quelli che più mi hanno colpito sono:
Enrico Robusti: in questo bar non si fa credito,
Lorenzo Alessandri: Gioconde e Angelo con suonatori (camera n19),
alcuni quadri diAntonio Ligabue,
Agostino Arrivabene : Vergine delle ombre e Folli sui sassi,
Vincenzo Baldini:i Dimenticati,
Alcune opere di Carlo Zinelli.
Che potrete trovare anche tra le foto della giornata
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