
Ricorda un po’ “Un tranquillo Weekend di paura” come trama, e forse è stato un po’ questo il motivo di un suo mancato successo, anche se è girato bene, con forte dettaglio della location, e l’ultima parte nel villaggio è ansiogena e claustrofobica, e vale da sola le pecche che ci sono qua e là.
La storia si svolge nel 1974 nelle paludi della Louisiana (già motivo valido per piacermi) e vede l’odissea di 9 soldati della Guardia Nazionale, che in un uscita di addestramento si scontrano per una sciocchezza con degli indigeni cajun e tra rappresaglie, vendette personali e cieco spirito di sopravvivenza cercano di ritornare al proprio campo base. Il cast non è di livello altissimo, nonostante ciò ci sono molti volti noti, anzi notissimi delle filmografia dei decenni ’80/90 (Fred Ward, Peter Coyote, Power Boothe, Keith Carradine) e sono ben diretti dal nostro Hill, che comunque confeziona un godibile survivor di quasi 2 ore.
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