Un uomo, Ivan Locke, entra nella sua macchina, collega il telefono e parte. Dove deve andare e perché, lo scopriremo nel corso del film, che si dipana in tempo reale per 80 minuti, il tempo di una partita di calcio, che doveva guardare a casa con sua moglie e i suoi figli, il tempo del percorso che deve percorrere per arrivare alla sua meta, il tempo per sistemare le ultime cose, per chiudere con i fantasmi del passato, per sgretolare le sue certezze. Un uomo nella sua auto, con le sue debolezze e sicurezze. Ivan ha il volto di Tom Hardy, che dimostra ancora una volta la capacità di interpretare ruoli non solo da duro ma anche quello di una persona normalissima, e lo fa alla grande, mentre soggetto, sceneggiatura e regista è di Steven Knight, che ha messo mano a film come La Promessa dell’Assassino e serie TV del calibro di Peaky Blinders e Taboo. Per le riprese, la pellicola e stata girata totalmente in una notte, per otto giorni, in modo da poter scegliere le interpretazioni migliori e il minor numero di stacchi di camera possibile. Tutta la vita di un uomo, chiusa in un auto nel traffico della periferia londinese. Tutto il resto sono solo voci al telefono. Consiglio la visione in lingua originale.
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