Occasione sprecata. Peccato. L’ambientazione c era, la storia anche, un bel cast di attori a disposizione, ma il film fa acqua da troppe parti. La sceneggiatura prende spunto da avvenimenti veramente accaduti, una lunga serie di ragazze e donne scomparse e spesso ritrovate morte nelle zone paludose vicino a Texas City, in quelli che verranno rinominati Texas Killing Fields, nell’arco di più di 30 anni. Tra i vari inquirenti chiamati a indagare, la sceneggiatura si concentra su Brian Heigh (Jeffrey Dean Morgan) e Mike Souder, due detective molto diversi tra loro, pacato e credente Brian, impulsivo e nervoso Mike, affiancati dalla dura detective Pam Stall (Jessica Chastain) ex moglie di Mike. Nella storia seguiamo anche le vicende della giovane Anne (Chloé Moretz) e della madre, la prostituta e alcolizzata Lucy (Sheryl Lee). La sceneggiatura però non regge, presenta qualche buco nella trama e soprattutto alcune azioni da parte dei poliziotti assolutamente stupide e insensate, nessuno degli attori brilla, nonostante la buona caratura, e la pellicola sembra sempre troppo sgranata, nonostante la bella ambientazione e le scenografie, e anche una fotografia valida. La regia di Aimee Mann, figlia di Michael Mann, è promettente ma ancora acerba e non all’altezza del proprio genitore, ma comunque confeziona un film che si può guardare, ma che non lascia il segno.
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