
Non completamente consapevole di quello che lo aspetta, Goreng (Ivan Massague’) si fa inserire nella Fossa per smettere di fumare, e si ritrova a lottare per la sua sopravvivenza e a conoscere compagni di cella più che bizzarri.
Come si può capire dalla trama il sottotesto è il diverso accesso al cibo e la stratificazione sociale, con le varie implicazioni morali e sociologiche di egoismo e spreco delle risorse, e la situazione totalmente casuale in cui puoi ritrovarti alla nascita e le iniquità che ciò comporta. Il film è diretto discretamente, con buon risultato globale, e una prima parte sfolgorante, convincente e coinvolgente, ma secondo me si perde un po’ nel prosieguo, diciamo dal terzo”coinquilino” della cella in cui il film comincia un po’ a sfaldarsi e perdere un po’ la bussola, soprattutto non è riuscito a veicolarmi il messaggio dell’importanza del “messaggio” ai piani superiori, e l’attinenza con la storia e le intenzioni fino ad allora sviluppate. Comunque resta un film più che potabile ed una discreta opera prima.
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