
Peccato, perché le premesse c’erano tutte. La prima parte è fatta bene, convincente e anche intrigante, la zona proibita è inquietante e la storia fila bene. È interessante nel complesso anche la vicenda della sorella malata che colpì la moglie da bambina. Peccato che però tutte queste ottime premesse vengano sputtanate nella seconda parte, dove viene in parte cambiata la storia. Infatti non è più Gage, il bambino di 5 anni a morire,ma la sorella di 9, e fino qui ok, poteva essere un’alternativa valida, anche se un “ritornato” di 5 anni fa ben più paura, ma oltre a questo, Ellie (la bambina) risulta talmente dinoccolata che sembra più Samira di the Ring, il padre invece di essere totalmente disperato e afflitto appare piuttosto psicopatico, e si cade un po’ troppo in jump scares e altri mezzucci del genere. Veramente di livello la prova di John Lithgow nella parte di Jud, il vicino di casa della sfortunata famiglia, che fa conoscere a Louis le leggende del luogo.
Alla fine non è che il film sia così inguardabile, ma mi aspettavo parecchio di meglio. Peccato, un’occasione persa.
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