Il film è tratto da una pièce teatrale di August Wilson e ha tra i produttori della trasposizione cinematografica Denzel Washington e regista George C. Wolfes. Chicago, 1927. In uno studio di registrazione, i 4 componenti della band di Ma’ Rainey attendono l’arrivo della loro cantante, un artista blues nel pieno della fama, prepotente e risoluta. All’interno del gruppo, il membro più giovane, il trombettista Leeve ha sogni di gloria e di indipendenza, e vorrebbe fare un sound tutto suo, più fresco e giovanile. Questo, e il suo carattere irruento e sfrontato lo mette spesso in contrapposizione con gli altri, ormai anziani, Toledo, Slow Drag e Cutler. Il tutto diventa un mezzo per parlare di altro, per parlare di blues, per parlare di soprusi e razzismo, di diritti civili, di rapporto tra generazioni diverse, tutto all’interno di una stanza e con un forte riferimento simbolico in una porta bloccata, tra frustrazione e desiderio di rivalsa. Una gran bella interpretazione di tutto il cast, in cui spicca Chadwick Boseman, ormai logorato dalla malattia, scomparso poco tempo dopo la fine delle riprese, e Viola Davis trasformata e imbruttita in Ma’ Rainey, una delle madri del blues, realmente esistita. Merita assolutamente una visione anche il Behind the Scenes che parte alla fine dei titoli di coda, con interviste a produttori, regista e attori, oltre a esperti di storia dei neri dei primi del Novecento, che ti calano ancora di più negli anni della Grande Migrazione.
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