Ultimo atto della trilogia del cornetto, trilogia iniziata con Shaun of the dead e proseguita con Hot Fuzz, che ha visto il sodalizio tra il regista e sceneggiatore Edgar Wright con l’attore e sceneggiatore Simon Pegg e Nick Frost. Se nel primo venivano mescolati i generi commedia e horror, e nel secondo commedia e action, quest ultimo episodio si sposta sulla commedia di fantascienza. Dei tre probabilmente è quello costruito meglio, parte come una rimpatriata tra amici più o meno riluttanti, e solo intorno a metà vita poi sulla fantascienza. Paradossalmente è quello, dei tre, meno divertente, in cui, cioè, le situazioni comiche sono meno comiche. Volendo, si può quasi dire che abbia anche scopi formativi, con il protagonista che non vuole crescere e assumere le proprie responsabilità e resta ancorato agli episodi e alla vita di oltre venti anni prima. E probabilmente il sottofondo nella scrittura del film è proprio quello. Ci siamo divertiti insieme, è stato bello, ma ora è tempo di prendere le proprie strade, quasi a suggellare il loro percorso. Nel film troviamo, oltre ai già citati Simon Pegg e Nick Frost, anche Martin Freeman, Paddy Consadine e Eddie Marsan, tutti molto attivi in film anche di alto budget, ma anche l’ex 007 (tra le altre cose) Pierce Brosnan e Rosamund Pyke. Ah, la trama? Fondamentalmente, ruota tutto attorno al desiderio di Gary (Pegg) di riunire la vecchia ghenga e tornare al paese natio, Newton Heaven, per riuscire a compiere il “miglio dorato”, ovvero completare un giro di 12 pub, impresa che tentarono nel ’90, fermandosi, per vari motivi, al nono, e dare quindi un senso alla propria vita.
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