Takeshi Miike è uno dei migliori registi jappo degli ultimi anni, e lo conferma anche in questo film di cappa e spada, ambientato nel ‘800, remake di un omonimo film del 1963. La storia è abbastanza classica, ovvero un esiguo, ma di valore, numero di giusti che combatte contro un esercito numeroso di cattivi al soldo di un cattivone. In questo caso i buoni sono 13 grandi samurai, al comando del valoroso Shinzaemon Shimada, provenienti da tutto il Giappone e di estrazioni diverse, dal Ronin al samurai di un feudatario, finanche ad appartenenti del corpo di polizia o anche un vagabondo della foresta, che si oppongono alla scalata al potere di Naritsugu, il crudele, violento e depravato fratello dello shogun, che ambisce ad un posto nel consiglio di guerra per scatenare ancora di più la sua follia e i suoi soprusi sui più deboli. Il film è un grande piacere per gli occhi, il montaggio veloce e spietato, come i suoi protagonisti, animati dal fuoco di giustizia, e non sembrano veramente le 2 ore di durata, e trovano il culmine poco dopo la metà della pellicola con l’inizio degli scontri tra i due schieramenti, in un gran guignol di sangue, eroismo e coraggio. I film sui samurai, con ambientazione medioevale o tardo medioevo mi affascinano da sempre, ma questo è davvero un bel film. Unica pecca, la distribuzione su Prime Video non prevede la lingua originale ma solo il doppiato in italiano, peccato.
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